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Il CT Davide Cassani ha pedalato i nuovi percorsi e ce li spiega.
Gran Fondo Davide Cassani - 22 marzo 2015
Il CT Davide Cassani ha pedalato i nuovi percorsi e ce li spiega.

Le piogge abbondanti (e le conseguenti frane) hanno obbligato l’organizzazione della Gran Fondo Davide Cassani  a ridisegnare il percorso della gara: Busca, Collina e Monte Albano sono oggi impraticabili; che fare allora? Abbiamo pensato di provare le strade della tappa romagnola del Giro d’Italia 2015!

Il percorso di Gran Fondo ci porta prima a Modigliana, poi a rocca San Casciano attraverso il passo di monte Chioda (mt. 657), come previsto,  che è la prima salita classica della “Cassani”,  dove si svolta per Dovadola; giunti a Casone si svolta a sinistra e si imbocca il monte Trebbio (mt.  565) per scendere a Modigliana  e si comincia l’ascesa al monte Casale (mt. 490); si scende verso  Brisighella e, terminata la discesa, si svolta a destra verso Faenza . Dopo 2 km. circa si svolta a nuovamente a destra e si scala il monte Carla (mt. 192). In fondo alla discesa ci si immette nella Modiglianese e prima di entrare a Faenza si svolta a sinistra  verso Sarna e Brisighella.  Sono 13 km di strada quasi pianeggiante e, tornati a Brisighella, si inizia la scalata del Monticino. Si scende poi lungo le Calbane e ci si dirige verso Villa Vezzano, Tebano, Celle e l’arrivo a Faenza. Il percorso è di 131, 5 Km. e il dislivello complessivo è di 2.211 mt.

Il percorso di medio Fondo si divide prima di Modigliana, dove i gran fondisti svoltano a sinistra per salire il monte Chioda. I medio fondisti continuano per Modigliana e prima dell’ingresso in paese svoltano a destra per andare a scalare il monte Casale, dove i due percorsi si riuniscono di nuovo. Il percorso della Medio Fondo è di 85 km. e il dislivello complessivo è di circa 1533 mt.

Riprendiamo la descrizione del percorso.
Da Piazza del popolo (stupenda) si parte, come gli scorsi anni, verso Modigliana; per rendere più sicura la partenza, che è sempre una fase critica, ci si avvia in direzione nord: Corso Garibaldi, svolta a destra in viale delle ceramiche, nuova svolta a destra in via Ponte Romano; superato l’incrocio con corso  Saffi, si imbocca via Renaccio e la si percorre interamente fini al “ponte Rosso” dove si svolta a sinistra in direzione Modigliana.  
La strada che ci conduce a Modigliana è bellissima, abbastanza larga e senza particolari difficoltà. Dopo Marzeno (10° km) qualche strappetto costringerà a mettere le mani sul cambio e alzarsi spesso sui pedali.
A 2 km da Modigliana i percorsi della Gran Fondo e della Medio Fondo si dividono: la Gran Fondo svolta a sinistra e si dirige verso il Monte Chioda; la medio fondo prosegue fino a Modigliana dove inizia la scalata al monte Casale.
Ora riprendiamo il percorso di Gran Fondo; aggiriamo Modigliana e iniziamo la salita del monte Chioda. È, tradizionalmente, la prima salita della “Cassani”; chi ha già fatto questa Gran Fondo la ricorda.
Sono 10 km con un dislivello di 480 metri. Non è durissima come salita, ma abbastanza lunga. Dopo un km al 5% una breve discesa ci accompagna al tratto più duro; 1000 metri all’8%. Attenzione. Usate la testa e date un occhio al cardiofrequenzimetro. Meglio salire con il proprio passo e lasciar andare chi ha qualcosa più di voi. Cercate di non superare la soglia anaerobica perché altrimenti, accumulare acido lattico qui, vuol dire calare l’andatura più avanti e non va bene. Il rapporto? Un 39x23 sarà sufficiente per quasi tutti. I primi saliranno con il 39x19.
Dopo il tratto duro la strada si addolcisce e le pendenze sono sempre attorno al 7%. Se avete usato giudizio prima, qui andrete sicuramente belli spediti a parte qualche tratto dove le pendenze vi costringeranno a scalare il rapporto. Coraggio, l’ultimo km non è impegnativo quindi tenete duro e cercate di restare attaccati al gruppetto in cui vi trovate.
La discesa è molto bella, qualche tornante poi Rocca San Casciano. Buttate giù qualcosa, una barretta, oppure malto destrine; alimentarsi bene, lo sapete, è fondamentale.
Giunti a rocca Sam Casciano si gira a sinistra in direzione Forlì e si percorre la statale fino alla località Casone. Il primo km. è in leggera salita, poi per 5 km la strada scende leggermente con una pendenza del 2%. A questo punto si svolta a destra e si imbocca il monte Trebbio. Sono 7 km di salita impegnativa fin dall’inizio. Per un km e mezzo la strada sale con una pendenza del 10%, poi la salita si addolcisce un po’ e per un altro kilometro e mezzo  la pendenza è attorno al 7%. A questo punto vedrete nella segnaletica stradale il cartello che indica una pendenza del 12%: è il km. più duro di questa salita! Anche questo gradone verso la fine si addolcisce, poi un kilometro e mezzo di falsopiano  (le pendenze vanno dal 7 al 5%) e di nuovo la segnaletica stradale ci dice: pendenza 12%; è l’ultimo km. di salita dura! Terminato questo kilometro, abbiamo un po’ di falsopiano fino al GPM e potete iniziare la discesa bella, ripida con curve ben visibili. La salita è impegnativa e vi ricordo di fare attenzione al rapporto: la regola, la conoscete, è alleggerire il rapporto e alimentarsi bene!
Nella discesa è assolutamente opportuno fare attenzione in alcuni punti in cui il fondo stradale si presenta irregolare a causa di vecchi movimenti franosi. I punti in cui il fondo stradale presenta queste irregolarità sono segnalati. Sei kilometri di discesa ci portano a Modigliana dove inizia subito la scalata al monte Casale.
Qui i due percorsi, Gran Fondo e Medio Fondo si riuniscono.
Il monte Casale presenta 3 km. di salita con una pendenza media del 10% e tratti al 12-13%. Il primo tratto, 1,5 km., è molto impegnativo, poi un breve falsopiano e, infine, l’ultimo tratto nuovamente impegnativo con curve e tornanti. Superato il terzo km. la salita diventa molto pedalabile: la strada si snoda per due km. lungo il crinale per poi scendere a Brisighella: la discesa è ripida, la strada consente una buona visibilità che favorisce la velocità. La distanza percorsa e la pendenza di questa salita mi impongono di mettervi in guardia: attenzione ad alimentarsi bene e, soprattutto per chi non ha mire di piazzamento, attenzione al rapporto che si usa: il consiglio  è sempre quello: alleggerire il rapporto e mantenere una cadenza adeguata.
Passato lo stabilimento termale di Brisighella si svolta a destra in direzione Faenza:  tre km. circa di strada di fondo valle con saliscendi e poi svolta a destra e inizia la salita del monte Carla: un salita breve, ma tosta: un kilometro e mezzo circa con pendenze che vanno dal 7 al 10% poi un  kilometro di falsopiano e si scende a picco sulla valle del Marzeno. Svolta a sinistra, in direzione Faenza. Prima di entrare in città nuova svolta a sinistra per Sarna e Brisighella dove si va ad affrontare il  Monticino.
Coraggio, è (quasi) l’ultima asperità! Dai 115 mt. di Brisighella si sale, in tre km., ai 283 mt. di questo passo. I primi due sono  duri, l’ultimo è praticamente pianeggiante.
Quando ero professionista non so quante volte l’ho scalato, tante, tantissime. Prendevo sempre il tempo: il mio record? 5’ fino al termine del pezzo duro. Cominciavo con il 41x17 poi al quinto tornante (dove c’è la Rocca) scalavo sul 19 e dopo il tornantone sulla destra (a circa 500 metri dalla vetta) mettevo il 15, a tutta fino in vetta. Ora metto il 39x23 all’inizio e lo tolgo in cima.
Arrivati in cima al Monticino cominciamo la discesa delle Calbane. È una discesa molto bella bella, l’asfalto ottimo mentre i tornanti permettono di avere sempre un ottima visuale che favorisce la velocità. Anche qui un consiglio alla prudenza: la stanchezza infatti potrebbe aver abbassato la reattività agli ostacoli improvvisi!

In fondo alla discesa ci avviamo verso Villa Vezzano; due brevi strappi caratterizzano questa parte del percorso. Attraversiamo Villa Vezzano e ci dirigiamo verso Tebano dove comincia l’ultima salita: è uno strappo di poco più di 1 km; al traguardo ne mancano una decina. I primi 400 metri salgono con una pendenza del 7/8% poi 100 metri in contropendenza (discesa) e gli ultimi 400 in … pendenza (8%) e possono fare male!
Ormai è fatta, anche i Monti Coralli sono alle spalle. Breve discesa, strappetto, (è l’ultimo, giuro) ancora leggera discesa e 6 km in piano. Percorriamo tutta la via Ospitalacci e arriviamo a Faenza: una grande rotonda e poi un lungo rettilineo (quasi) di arrivo. Siete arrivati in piazza del popolo che quest’anno è la sede del nuovo arrivo. Qui sono terminati tutti gli ultimi arrivi in cui il Giro ha fatto tappa a Faenza.

Com’è andata? Siete stanchi? Avete fame? Niente paura, un bel pasta party vi ristorerà.

A parte tutto volevo ringraziarvi. Come sapete questa Gran Fondo è nata e continua a vivere per una ragione molto semplice. Reperire fondi per due società che avviano al ciclismo decine di ragazzi e ragazze.
Nessuno percepisce nulla, tutti lavorano gratis e sono un centinaio coloro che si adoperano per rendere bella questa manifestazione.
La SC Ceretolese e la Polisportiva Zannoni in questo 2015 hanno tesserato più di cinquanta ragazzi fra giovanissimi, esordienti e allievi. Abbiamo molte aziende che ci aiutano ma come potete immaginare è sempre più difficile raggiungere la somma che può permettere a queste due società di svolgere l’attività. Ed è per questo che volevo ringraziare di cuore tutti coloro che lavorano per la buona riuscita di questa manifestazione. Io ci metto il nome, un po’ di tempo e poco altro, loro ci mettono il loro tempo libero e tanta, tanta passione. Lo fanno per il ciclismo, per i giovani.
Permettetemi di ringraziare anche l’U.C. Castebolognese, i gruppi cicloturistici dei circoli Ospedalieri, santa Lucia e Marzeno e del comitato Mani Tese: la loro presenza, il loro impegno sono indispensabili. Senza di loro non sapremmo come fare.
Ringrazio tutti gli appassionati che ci onorano della loro presenza in quest’anno e in quelli passati. Siete stati importantissimi e lo sarete anche quest’anno se tornerete a pedalare insieme a noi.
Un ultima raccomandazione, siate prudenti, deve essere una giornata di festa, facciamo in modo, tutti quanti, di rispettarci a vicenda e far si che resti una domenica all’insegna dello sport e del divertimento. E, come mi diceva sempre mia mamma: “Andate piano”.  E, come ben sapete, io l’ho sempre ascoltata!

Davide Cassani

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